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L’AREA NATURALE PROTETTA DI INTERESSE LOCALE VAL D’ORCIA

Istituita con Delibera delle Giunte Comunali di Castiglione d'Orcia (3 maggio 1999 n. 40), Montalcino (12 maggio 1999 n. 84), Pienza (24 maggio 1999 n. 50), Radicofani (3 maggio 1999 n. 33), S.Quirico d'Orcia (3 maggio 1999 n. 44), e inserita nel Terzo Aggiornamento dell'Elenco ufficiale delle Aree Protette Regionali (Del. C.R. 8 giugno 1999 n.161).

Comprende pressochè l’intero territorio dei Comuni di Montalcino (21.189 ha), Castiglione d'Orcia (13.216 ha), Pienza (11.897 ha), Radicofani (10.663 ha), S. Quirico d'Orcia (4.221 ha), tutti ricadenti in provincia di Siena all’interno dei quali già insistevano i Siti di Interesse Comunitario "Crete dell'Orcia e del Formone" e "Ripa d'Orcia" e parte dei Siti di Interesse Comunitario "Lucciolabella" e "Cono vulcanico del M. Amiata", individuati dalla Regione Toscana in base alla Direttiva "Habitat" n. 9U43/CEE, e parte del Sito di Interesse Nazionale "Basso corso del Fiume Orcia", individuato dalla Regione Toscana in base al Progetto Bioitaly

Estensione: 61.186 ettari 

L'area protetta comprende le intere superfici comunali dei cinque Comuni interessati, ad eccezione del Comune di Pienza, che comprende anche la Riserva Naturale Provinciale Lucciolabella. Si tratta  di un territorio molto ampio, tagliato quasi a metà dal corso del fiume Orcia, modificato e quasi "costruito" dall'opera umana, ricchissimo di monumenti e beni artistici e storici. In questa scheda vengono sinteticamente presentati solo i caratteri e i valori ambientali della vasta area, comprensibilmente vari e articolati.
L'elemento più caratterizzante e diffuso è sicuramente il particolare paesaggio di gran parte della Val d'Orcia, conosciuto col nome di "crete senesi", formato da colline dai morbidi contorni, modellate dagli agenti meteorici e quasi "pitturate" dalle colture agrarie, per lo più erbacee; non mancano comunque le colture arboree (vigneti e i boschi, in particolare nel comune di Montalcino e nei dintorni di S.Quirico e Castiglione d'Orcia.
In questi ambienti nidificano gli uccelli legati alle coltivazioni erbacee, tra i quali anche albanella minore Circus pygargus (in forte diminuzione) e quaglia Coturnix coturnix.
Questo conosciuto e suggestivo paesaggio è interrotto o sostituito da alcune importanti e diffuse tipologie ambientali: calanchi e biancane, fiumi e torrenti, boschi, fenomeni termali.
La natura geologica della porzione centrale dell'area protetta è costituita da argille plioceniche, sulle quali l'azione della pioggia e del ruscellamento determina particolari forme di erosione che prendono il nome di calanchi e "biancane": quest'ultime sono rilievi a cupola che devono la particolare (temporanea) lucente colorazione ai sali di solfato di sodio che con l'evaporazione risalgono in superficie per capillarità; laddove ai  sedimenti argillosi si sovrappongono depositi  sabbiosi si determinano forme di erosione più spinte, con scarpate e versanti acclivi.

In tali singolari paesaggi si determina una notevole eterogeneità ambientale, con particolari formazioni vegetali pioniere dominata da Artemisia caerulescens subsp. cretacea (endemismo tosco-romagnolo, non raro ma interessante e localizzato), alcune specie legate ai substrati ricchi di sali (specie alofile) come Podospermum canum, Parapholis incurva e P. pycnantha, entrambe piuttosto rare. Negli stadi iniziali di erosione, nelle praterie  a Bromus sp. pl., si possono ammirare notevoli fioriture di orchidee.

Queste aree sono territorio di caccia di gheppio Falco tinnunculus  e averla piccola Lanius collurio. L'intensificazione delle pratiche agricole tradizionali è una forte minaccia per l'ulteriore diminuzione spaziale di queste particolari forme del paesaggio, uno degli aspetti più tipici dell'ambiente delle crete senesi, e delle specie faunistiche e floristiche che vi sono legate.

Tutta l'area è solcata da numerosi fiumi. Oltre all'Orcia e all'Ombrone, che ne segna i confini occidentali, i corsi d'acqua più importanti per portata e lunghezza sono i torrenti Asso, Formone, Serlate (al confine settentrionale), Tuoma, Tresa, Rigo e Vèllora In molte situazioni tale ambiente assume notevole importanza paesaggistica ed ecologica per la presenza di boschi ripari  a galleria, gole, ampi alvei fluviali.

 La vegetazione forestale ripariate è formata da boschi di salici (Salii alba, S. porpurea, Seleagnos) e pioppi (Populus alba, P. nigra) e da ricco sottobosco.

Da segnalare che questi boschi sono localmente sfruttati per la raccolta del tartufo bianco (Tuber magnatum). Gli ampi greti ghiaiosi e sabbiosi sono colonizzati da caratteristiche formazioni di santolina etrusca e santoreggia montana Satureja montana, di elevato valore botanico ed avifaunistico. In questi ambienti si ritrovano infatti popolazioni nidificanti di occhione Bhunnus oedicnemus e ortolano Emberiza hortulana, due specie altamente vulnerabili perché in forte diminuzione in Toscana; sulle pareti delle gole rocciose è segnalato nidificante il passero solitario Monticola solitarius.  Per gli altri gruppi faunistici debbono essere citate le presenze di un mollusco bivalve di notevoli dimensioni, Unio elongatulus, del granchio di fiume Potamon fluviatile e, tra i pesci del ghiozzo di fiume Padogobius nigricans e del vairone Leuciscus souffia. 

Le formazioni boschive rientrano per lo più nel piano basale submediterraneo. con boschi di roverella Qeurcus  pubescens, cerro Quercus cerris, carpino nero Ostrya carpinifolia, orniello Fraxinus ornus, boschi cedui di sclerofille mediterranee (a leccio Quercus ilex, con corbezzoli eriche, ecc.), rimboschimenti di conifere. Alcuni di questi appartengono al demanio forestale regionale, come i boschi di Montalcino e della Madonna della Querce, dove è situata 1'Abetina del Vivo.

Quest'ultima è situata alle pendici settentrionali del M.Amiata, quindi in ambiente montano, e si estende lungo il t.Vivo: si tratta di un biotopo forestale di notevole valore, costituito da un bosco relitto di abete bianco Abies alba e faggio Fagus sylvatica, con acero montano Acer pseudoplatanus, tiglio Tilia sp. pl., castagno Castanea sativa. Impossibile descrivere anche sinteticamente il popolamento faunistico: devono essere comunque ricordate le specie di uccelli nidificanti di maggiore importanza, quali nibbio bruno Milvus migrans, biancone Circaetus gallicus, gufo comune Asio otus. In ultimo occorre ricordare la presenza di fenomeni termali, di interesse turistico e paesaggistico: alcune di queste località sono conosciute ed apprezzate, quali Bagno Vignoni e Bagni S.Filippo, nei comuni di S.Quirico e Castiglione d'Orcia, altre sono localizzate e poco "attraenti", come la mofeta dell'Acqua Puzzola, nei pressi di Pienza. Su parte dell'area (18.500 ettari) è vietato l'esercizio venatorio.

Centro Studi del Paesaggio e del Giardino

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