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LA VIA FRANCIGENA

L’attuale strada statale n. 2 denominata impropriamente Cassia, in Val d’Orcia costituì fino all’epoca moderna la principale via di collegamento tra Roma e la pianura padana e da lì verso la Francia e la Germania meridionale attraverso i valichi alpini ed era conosciuta come Via Francigena – Romea.

Il passaggio dei pellegrini che si recavano a Roma per la visita al Papa aumentò in modo considerevole tra la fine del X e l’XI secolo causando la nascita di numerosi borghi lungo il suo tracciato già punteggiato da stazioni e spedali per l’assistenza ai viandanti. Nella valle i luoghi di sosta e ristoro più famosi erano rappresentati dalle strutture dell’Ospedale della Scala di Siena a San Quirico d’Orcia e presso il castello di Spedaletto e, più a sud, dall’Ospedale delle Briccole e dalla stazione di sosta Ricorsi,  ancora oggi conosciute con i loro toponimi storici.

Legato alla strada e al viavai di pellegrini e mercanti è la figura di Ghino di Tacco, che, insediatosi nella rocca di Radicofani, si fortificò nel castello da dove derubava i passanti, divenendo in tal modo un famoso bandito, circondato però da un’aura di estrosa simpatia, tramandata dalla rappresentazione che ne fece il Boccaccio in una sua famosa novella.

La presenza della strada rappresentava dunque una ricchezza alla quale nel corso del Quattrocento, epoca di maggior sviluppo del termalismo, si aggiunse nella Val d’Orcia la presenza dei siti termali di Bagno Vignoni e di Bagni S. Filippo.

In epoca moderna la strada ha mantenuto la sua fama grazie alla gara automobilistica “Le mille miglia” sia nella versione “originale” che nell’attuale versione “turistica” che si tiene nel mese di maggio www.1000miglia.it.

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