Situata alle pendici del Monte Amiata, antico vulcano spento da millenni, il territorio della val d’orcia
è ricco di acque termali, già rese fruibili da etruschi e romani.
BAGNO VIGNONI
Località termale già conosciuta in epoca etrusca, con i romani Bagno Vignoni conoscerà una florida stagione che si svilupperà ulteriormente con la frequentazione del
borgo da parte dei viaggiatori che transitavano sulla Via Francigena. Tra gli ospiti più illustri Santa Caterina da Siena, Lorenzo il Magnifico, Pio II Piccolomini (che vi costruirà un proprio palazzo).
Particolarmente suggestiva la piazza del borgo occupata interamente dalla fumigante vasca di acqua calcarea che fuoriesce a circa 35 gradi; al tramonto il vapore che sale dall’acqua conferisce al borgo
un aspetto irreale.
Da visitare anche la cascata di calcare che dalle pendici della collina raggiunge il fiume Orcia; secoli di sedimentazione hanno dato vita ad un’area ricca di travertini, sfruttati
per la realizzazione di caratteristici ornamenti architettonici in tutta la valle.
Sulla rupe quattro mulini di epoca medievale sfruttavano l’acqua termale per muovere le pale con la possibilità di
macinare per tutto l’anno; oggi restaurati e resi visitabili, costituiscono un ulteriore motivo di interesse. Nei rivoli di acqua calda del Parco dei Mulini non è difficile incontrare divertiti
avventori che immergono i piedi nel liquido salutare. A Bagno Vignoni è possibile usufruire di una strutture termale per cure idroponiche e di due centri benessere, con piscine termali annesse ad
altrettante strutture alberghiere.
“O naiadi che abitate questi caldi vapori liberando il fuoco perenne fra le onde restituendo col vostro eterno fluire i sofferenti
liberi dalla morte odiosa, io vi saluto, e voi donate acque copiose. Scorrete leggiadre o buone sorgenti e portate agli infermi col vostro fluire la salute e ai sani un bagno dolcissimo. Entrambi
vi saranno grati” Lattanzio Tolomeo Senese. Iscrizione in greco antico, scolpita nel sec. XVI nel loggiato di Santa Caterina a Bagno Vignoni.
BAGNO SAN FILIPPO
Lasciando
la Via Francigena verso le pendici del Monte Amiata si raggiunge la stazione termale di Bagno San Filippo. Anche qui una calda acqua calcarea ci accoglie con i suoi vapori; lungo il “fosso bianco” la
fitta boscaglia lascia intravedere pareti bianchissime formate nei secoli dallo scorrere dell’acqua ricca di minerali. Subito sotto piccole vasche naturali raccolgono l’acqua e invitano alla frequentazione.
La piscina termale aperta al pubblico offre occasioni di soggiorno con le sue cascate bollenti di sicura efficacia contro artrosi e dolori. Tutto intorno gli alberi di alto fusto annunciano un paesaggio di
montagna adatto per lunghe passeggiate immersi nella natura. Per chi è interessato ai luoghi di culto appena fuori dall’abitato si trova la grotta di San Filippo Benizi che nel 1267 si rifugiò sul Monte
Amiata per sfuggire dalla quasi certa elezione a papa. Accanto alla “Grotta del Santo” una vecchia cava di travertino: il nome di questa pietra da costruzione deriva da una deformazione del latino
"lapis tibertinus” o pietra di Tibur, cioè dell’attuale Tivoli.
Tutto il territorio è ricco di fenomeni vulcanici minori; fuoriuscite di gas, acque “passanti” (ossia diuretiche), sorgenti calde,
grotte con piccoli fenomeni carsici ecc. da scoprire lungo i tanti sentieri di campagna.